martedì 16 giugno 2015
la guardia giurata vince la causa contro il suo licenziamento
Leggi la>>>Sentenza licenziamento guardia giurata
mercoledì 22 aprile 2015
I portieri: abusivi – illegali e usurpatori di funzioni, indossando divise fuorilegge.
La diffusa illegalità, che è sotto gli occhi di tutti, rappresentata dal FENOMENO DILAGANTE DELLE AGENZIE DI PORTIERATO che al costo tabellare, dettato dalle Prefetture, di una vera Guardia Giurata, vendono all’utenza portieri disarmati che vestono abusivamente una divisa. Portieri, questi, che pur di lavorare, un lavoro di veri contrabbandieri, vengono sfruttati e sotto pagati con stipendi da fame e con turni anche notturni a loro vietati per legge in un vero e proprio business, salito troppe volte agli albori delle cronache, che fa arricchire i loro padroni.
Le Istituzioni, su questo, sembrano diventate improvvisamente impotenti ed inermi, non applicano nemmeno più le leggi vigenti, come se chiudessero, scandalosamente e scientemente, un occhio.
“Erano alla frutta, ma adesso si può tranquillamente affermare di essere all’AMARO, che ancora non riesce a far digerire tutte le angherie, gli abusi, i soprusi che le VERE GUARDIE GIURATE hanno e stanno passivamente, e ricattevolmente, subendo da aziende che dovrebbero imparare ad essere meno guappesche, meno sfruttatrici meno…meno….. e… più umane mentre… le Istituzioni sono immobili … la Prefettura sta a guardare!!!”
“gli Enti Preposti al controllo son rimasti a guardare il bel magnifico servizio fatto svolgere alla manifestazione dell’American CUP a Napoli dove sfilavano in Villa Comunale e sul lungo mare uomini (PORTIERI) in altissima uniforme tali da far invidia ai Corazzieri dei Carabinieri e nessuna alta Autorità presente si è permessa di intervenire e far terminare questa PUBBLICA ILLEGALITA’ E PUBBLICA OFFESA, nonché SCHIAFFO, ALLE ISTITUZIONI per far perseguire questi abusivi dell’uniforme, così come previsto dal TULPS, come peraltro è successo dinanzi alla Prefettura di Napoli in P.zza del Plebiscito, dove soggetti imberbi, travestiti da Guardie Giurate, facevano abusivamente servizio di vigilanza per alcuni stands in loco allestiti, malgrado sono passibili e perseguibili ex art. 348 “Abusivo esercizio di una professione” e….. se, addirittura, il Prefetto dal balcone nemmeno se ne accorgeva….. gli altri Enti Preposti ai controlli cosa facevano??…”
“Oggi, SOTTO GLI OCCHI DI TUTTE LE ISTITUZIONI, siamo spettatori della chiusura di decine di II.VV.PP. che, “volutamente falliscono” come I.V.P. e riaprono sotto nuova licenza, con prestanomi-congiunti-parenti, e si accaparrano, assumendo dalle liste di mobilità artatamente aperte, personale riciclato e che permette a tali nuove aziende che nascono, di approdare ai benefici contributivi per chi assume da tali liste… per circa tre anni e poi… la giostra ricomincia come ricominciano milionari arricchimenti!!!
E’ da segnalare che è costume consolidato ormai da anni, che a Napoli, ogni Istituto permetterebbero a tali aziende vincitrici di porre in servizio Guardie Giurate ed hanno come suo satellite parallelo un’Agenzia di Portierato.
Tale teorema , tanto per citarne uno , è stato attuato nella famigerata gara della “EAV” dove allo stesso costo di Guardie Armate, sono stati messi in servizio nelle postazioni sensibili come le Stazioni Ferroviarie Cittadine, decine di Portieri disarmati e con divise fasulle e illegali indosso, permettendo all’azienda di Vigilanza uscente di chiedere “CRISI AZIENDALE”, ovvero MOBILITA’, per il personale ormai obsoleto, una manna sia per l’azienda di Portierato che ha vinto la gara che per l’IVP che l’ha persa.
Insomma vergognosi SCANDALI su SCANDALI e nessuno paga !
Audizioni dell’assessore degli Enti locali Erriu e dei sindacati, in 1ª e 2ª commissione, sull’appalto dei servizi di vigilanza.
Posted by Giampaolo Cirronis on 22 aprile 2015 at 18:54
I presidenti della Prima e Seconda Commissione del Consiglio regionale Francesco Agus (Sel) e Gavino Manca (Pd) apriranno un confronto con la Giunta sull’aggiudicazione della gara d’appalto per i servizi di vigilanza e di parcheggio nelle strutture regionali. La necessità di un approfondimento è stata sollecitata dai due presidenti al termine delle audizioni, in seduta congiunta, dell’assessore agli Enti locali,Cristiano Erriu, e dei sindacati. «Serve una soluzione che rispetti la dignità dei lavoratori – hanno detto Agus e Manca – il nuovo appalto, per alcuni di loro, comporterà un taglio delle retribuzioni del 50%».
«I tagli non dipendono da noi – ha spiegato Erriu – abbiamo dovuto ridurre la dotazione finanziaria nel rispetto delle disposizioni statali che hanno comportato una sforbiciata di 700 milioni di euro per i bilanci delle Regioni. Il nuovo appalto, per il quale sono stati aggiudicati due lotti su tre (mancano le province di Sassari e della Gallura,) prevede un risparmio di 2,5 milioni di euro all’anno. Abbiamo scelto di mantenere inalterati i livelli occupazionali ma con minori risorse le società aggiudicatrici non potranno garantire gli stessi stipendi».
Il nuovo appalto, vinto da un’associazione temporanea di imprese (Coopservice e Sicur Italia) prevede meno servizi di vigilanza armata e più servizi di portierato. I vigilantes armati sono passati da 128 a 92 mentre è aumentato il numero dei guardiani e dei portinai. Per questi ultimi, il cambio d’appalto ha portato anche alla modifica dei contratti in peius con conseguente riduzione degli emolumenti ( da 17.900 a 13.000 euro all’anno). La sorte peggiore è toccata alle 36 guardie armate che hanno dovuto subire un cambio di mansione e accettare il nuovo contratto: da vigilantes guadagnavano 1400 euro lordi, da portinai ne percepiranno invece 730, con un taglio lineare del 50%.
«Il tipo di contratti li decidono le imprese – hanno spiegato il direttore generale dell’assessorato agli Enti locali, Antonella Giglio, e la responsabile del servizio provveditorato Cinzia Lilliu - l’inserimento di clausole sociali non può travalicare il principio della libera impresa.»
I sindacati di categoria hanno accusato la Regione di eccessiva “leggerezza” nella definizione del bando. «Il risparmio per le casse regionali è stato fatto sulla pelle dei lavoratori – hanno detto i rappresentanti di categoria – gli utili per le aziende rimarranno invece invariati. Adesso c’è il rischio che il modello venga replicato anche in altri appalti».
Forti perplessità sulla conclusione della vicenda sono state espresse dai commissari della Prima e Seconda Commissione. Rossella Pinna (Pd) ha manifestato «profondo imbarazzo per un’operazione portata avanti da una Giunta di centrosinistra. I vigilantes sono trattati peggio dei lavoratori extracomunitari».
Stesso giudizio da parte di Piero Comandini (Pd): «La Regione non sta facendo una bella figura. Quando si fa un nuovo appalto non ci si può basare solo sul mantenimento dei livelli occupazionali, occorre chiedersi che tipo di lavoro si garantisce, alcuni lavoratori si troveranno sotto la soglia della povertà».
Daniele Cocco (Sel) e Paolo Truzzu (FdI) hanno chiesto una soluzione dignitosa per tutti, mentre per Salvatore Demontis (Pd) il problema sta nell’applicazione dei contratti: «La Regione – ha detto - non può dare lavoro a tutti ma deve garantire condizioni eque ai lavoratori».
mercoledì 4 marzo 2015
venerdì 6 febbraio 2015
Guardia giurata suicida a Cagliari, i colleghi: "Una persona unica"
Parlano i colleghi della guardia giurata di San Sperate morta tre giorni fa dopo essersi tolta la vita. Proprio ieri si è risolta la vertenza della cooperativa Vigilanza Sardegna per cui lavorava, che aveva annunciato 55 licenziamenti
Autore: Federica Lai il 05/02/2015 12:32 -
“Era una persona tranquilla e serena, sempre disponibile”. Così i colleghi ricordano la guardia giurata di San Sperate che tre giorni fa si è tolta la vita a Cagliari. “Un collega ideale – lo ricorda Giovannino Pau, Rsa della Vigilanza Sardegna per la Uil, e segretario provinciale per il Sulcis Iglesiente – svolgeva il suo lavoro con dedizione, senza tirarsi mai indietro”. L’uomo era transitato da qualche anno dalla “Sarda Investigazioni” alla cooperativa “Vigilanza Sardegna”, con cui lavorava ultimamente prestando il proprio servizio al porto di Cagliari. E proprio i problemi in ambito lavorativo potrebbero essere la causa del terribile gesto: l’azienda aveva, infatti, annunciato 55 licenziamenti dal 1 gennaio. Ma dopo sit-in e proteste, ieri è stato raggiunto un accordo.
La vertenza. Ieri un incontro in Prefettura durante il quale sindacati e azienda hanno trovato un accordo: gli esuberi, passati da 55 a 19 dipendenti, verranno riassorbiti da un’Ati composta da cinque cooperative: la “Vedetta 2”, la “Coop Service”, “Sicurezza Notturna”, “Metropol Sarda” e “Vigilpol”. Gli altri trentasei continueranno a lavorare per Vigilanza Sardegna. “Le cooperative assumeranno in base alle zone di residenza delle guardie giurate – spiega il rappresentante sindacale, Giovannino Pau – I cinque vigilanti di Cagliari, per esempio, verranno assorbiti da Vedetta 2, dove confluiranno anche quelli di Oristano”. Nessun licenziamento quindi, tutti continueranno a lavorare. Tutti tranne il quarantaduenne di San Sperate, che tre giorni fa ha deciso di togliersi la vita lasciando nella disperazione la moglie e tre figli.
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giovedì 22 gennaio 2015
lunedì 5 gennaio 2015
Vigilanza Sardegna, via a 55 "tagli" La protesta delle guardie giurate
Sit-in a Elmas dei dipendenti della Cooperativa
"Vigilanza Sardegna". Protestano contro i 55 licenziamenti decisi
dall'Azienda.
La protesta nasce dopo che le guardie giurate hanno ricevuto
le lettere di licenziamento con effetto immediato dal 1 gennaio.
Immediata la risposta del sindacato a sostegno dell'ennesima
vertenza lavorativa con questo presidio.
Qualche momento di tensione all'arrivo di un furgone
blindato della Mondialpol Vedetta 2, poi entrato regolarmente nella sede
sociale.
La richiesta è una sola: la possibilità per i dipendenti
della Vigilanza Sardegna di essere riassorbiti dalla Mondialpol Vedetta 2 che
si è assicurata l'appalto per il trasporto di valori. Ma non si escludono, già
nei prossimi giorni, nuove azioni di protesta.
domenica 21 settembre 2014
mercoledì 10 settembre 2014
Il Tribunale, di Roma, riconosce all'UNAL gli stessi diritti dei sindacati confederati confermando la legittimità del suo operato
La sentenza qui riportata
SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA PER UNAL NR. 4685.14
riguarda ESCLUSIVAMENTE l’UNAL, visto che c’e già qualche sindacato non firmatario del c.c.n.l. della vigilanza che la vuole usare. Questa Sentenza fà giurisprudenza SOLO per l’UNAL, qualsiasi altro sindacato non firmatario che intende avere una sentenza ad esso favorevole dal Giudice, deve instaurare davanti ad esso un ricorso e dimostrare le proprie ragioni ed i propri requisiti.
Questa precisazione e necessaria, visto che c’e già qualche sindacato non firmatario che la vuole usare per far valere se ne ha, le proprie ragioni nei confronti degli Istituti di vigilanza che non intendono riconoscerli come organizzazione sindacale.
mercoledì 27 agosto 2014
Colpo da cinque milioni al caveau di Vigilanza Sardegna, guardie giurate sospese
Sei guardie giurate sospese dall'incarico con l'accusa di "grave negligenza" nella maxi rapina, da 5 milioni di euro, avvenuta lo scorso ottobre nella sede della Vigilanza Sardegna, a Nuoro.
NUORO - Dopo la rapina a mano armata avvenuto lo scorso 14 ottobre a Nuoro, al caveau dell’Istituto Vigilanza Sardegna, il questore Pierluigi d'Angelo ha disposto l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di 4 Guardie Particolari Giurate in servizio durante la rapina.
Gli accertamenti svolti dal personale della Squadra Mobile e della Polizia Amministrativa della Questura di Nuoro avrebbero fatto emergere vari comportamenti negligenti compiuti dalle quattro guarde, che avrebbero compromesso gravemente sia il generale sistema di sicurezza predisposto per la scorta ed il trasporto del denaro sia l’incolumità delle stesse guardie giurate. I quattro, in sintesi, secondo l'accusa hanno omesso colposamente di adottare le necessarie e normali misure e cautele che avrebbero reso quanto meno più difficile l'azione dei rapinatori.
Al termine del procedimento disciplinare e dopo aver valutato tutti gli elementi raccolti e le giustificazioni degli interessati, il questore ha inflitto la sanzione della sospensione dal servizio per 45 giorni a una delle guardie giurate, di 60 a un’altra e di 90 giorni alle altre due. L'assalto al caveau aveva fruttato al commando un bottino di circa 5 milioni di euro.
Provvedimenti dello stesso tipo, sospensione dal servizio, sono stati adottati anche dalqQuestore di Cagliari a carico di due guardie particolari giurate in relazione alla stessa rapina.
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